Immagine: Less is more
E non è certo facile compiere la loro missione in una zona definita come il “Far West” dell'America Latina, dove tutto sembra essere regolato dalla legge del più forte, luogo privilegiato per lo svolgersi di un grande traffico di armi e di droga, per il contrabbando, per la prostituzione.
Ma la città di  Foz do Ignaçu  è anche il terzo polo turistico brasiliano per la bellezza delle meravigliose “cataratas”, inserite in uno dei parchi nazionali più belli del mondo. Il film “Mission” con Robert De Niro è ambientato proprio in questa zona, abitata unicamente dagli Induios Guarnì, oramai quasi scomparsi.
Accanto a questo turismo di alberghi a cinque stelle e di permanenze brevi organizzate dai grandi tour operators, esiste intorno alla città un anello di povertà costituito da numerose favelas.
Il sociologo e matematico Luis Carlos Kossar, che ha diretto per otto anni il Dipartimento di Informazioni Istituzionali della Prefettura della città, afferma che: “…..Tra le cascate e Itaipù Binacional - la più grande centrale idroelettrica del mondo, situata sempre a Foz - esiste una delle sacche maggiori di povertà del Mercosol. Nei due poli (cascate ed Itaipù) tutto è meraviglia, come se i due punti turistici fossero isolati. Nel mezzo esiste la città, dimenticata dalle amministrazioni, con un esercito di miserabili che si moltiplicano ogni giorno nelle favelas…..”.
Pur senza conoscerci, l'attuale Sindaco di Roma Walter Veltroni, ospite per tre giorni presso la comunità dei religiosi a Foz, ebbe modo di scrivere così in un articolo pubblicato su un quotidiano di Roma “….Qui a Foz do Ignaçu ci sono le cascate più belle del mondo. Qui c'è la diga di Itaipù, la più grande del mondo. Ma solo qui ci sono cinquanta favelas ed ogni anno si contano duecento casi di lebbra. Il 36% delle gravidanze è sostenuto da minori di sedici anni. Centomila persone, su duecentosettantamila, vivono con meno di un dollaro al giorno. Un festival di disuguaglianze, lo stesso che caratterizza il Brasile. Lo stesso che caratterizza tutto il mondo. Ricchi alberghi esclusivi e baracche senza acqua, luce e fogne….”.